Maker Faire Rome 2026

Scrivere efficacemente con l'IA

Come si riduce l'epanortosi nei testi scritti con ChatGPT, Claude e Gemini: il prompt da copiare, tre verifiche da fare in rilettura e due skill da scaricare.

👤 Autore
Federico Boggia
🎤 Talk
Maker Faire Rome 2026 · Sala Talk 14, Gazometro · 23, 24 e 25 ottobre, ore 10
🏷️ Tag
GuidaPromptSkill gratuite
🕑 Aggiornata
23 ottobre 2026 · 9 minuti di lettura

Se arrivi dal QR del talk, qui trovi quello che ho detto sul palco, con le fonti. Se hai due minuti, vai al prompt da copiare e incollalo nelle istruzioni del tuo assistente: è la mossa che rende di più con meno fatica.


In trenta secondi

2,8×la figura nei discorsi in italiano, modelli contro persone

72%in meno nei discorsi con una riga sola di istruzione

0,17la precisione del rilevatore sui testi scritti da persone

Che cos'è l'epanortosi

Il nome viene dal greco ἐπανόρθωσις, «raddrizzamento», e in latino si chiamava correctio. Chi parla dice una cosa e subito la rivede, lasciando in vista la prima versione: il ripensamento fa parte del messaggio, e dà l'impressione di un giudizio che si forma in quel momento.

Hic tamen vivit. Vivit? immo vero etiam in senatum venit. Cicerone, In Catilinam I, 2
Traduzione, e perché questo esempio conta

«Eppure vive. Vive? Anzi, viene addirittura in senato.»

Il rilancio di Cicerone porta un fatto nuovo: Catilina si presenta in senato, ed è quel fatto che rende grave l'accusa. Tienilo a mente, perché è la prova che uso per tutto il resto della guida: dopo la correzione, chi legge sa qualcosa in più?

Ci sono tre modi di correggersi, e la usiamo tutti, soprattutto parlando:

Correttiva

Rimedia a un errore.
«Arrivo tra un'ora, anzi, forse due.»

Enfatica

Alza il tono.
«È buono, anzi eccellente.»

È quella che i modelli usano troppo.

Riformulazione

Cerca la parola giusta.
«È un disastro, cioè… un imprevisto.»

Parlando non si può cancellare, quindi ci si corregge in avanti: ogni «cioè», «anzi», «o meglio» ne è un esempio. È una figura del parlato.

Le forme della stessa figura
  • «non X, ma Y» e «non è X. È Y»
  • «non solo X, ma anche Y»
  • «più che X, Y»
  • «X, o meglio Y» e «X, anzi Y»
  • «definirlo X è riduttivo»
  • «chiamarla X non le rende giustizia: è Y»
  • «quello che sembra X in realtà è Y»

Pierre Fontanier, retore dell'Ottocento, la mette fra le figure di pensiero: agisce sull'idea e non ha una forma fissa. Per questo vietarne una forma sola la sposta sulle altre, ed è il motivo per cui il prompt qui sotto nomina la dose e il genere.

Perché l'IA ne abusa

Se è una figura del parlato, perché i modelli la mettono anche nei testi scritti? Nel paper indico tre ragioni, e non pesano uguale.

  1. I dati di addestramento. I modelli leggono una quantità enorme di testo dal web, e una parte grossa è copywriting, contenuti motivazionali e pagine di vendita: i generi dove la figura è di casa. Un modello impara le regolarità di quello che legge.
  2. Il preference tuning. Nella messa a punto (RLHF) delle persone confrontano due risposte e scelgono la migliore. Vincono le risposte sicure e assertive, e una correzione al rialzo suona sicura.
  3. La scrittura parola per parola. Il modello genera un token dopo l'altro e non può tornare indietro a cancellare: quando la tendenza appresa lo porta a correggersi, la correzione resta sulla pagina. È un amplificatore, e la tendenza viene dalle prime due ragioni.

Noi facciamo lo stesso lavoro con una differenza di scena: scriviamo una bozza, torniamo indietro e mostriamo solo la versione pulita. Il modello scrive in diretta, e ogni ripensamento resta nel testo. Scrive come se parlasse, e lo fa soprattutto quando «fa il discorso».

GenerePersoneModelliRapporto
Discorsi, in italianocirca 1439,62,8×
Testi argomentativi, in italianocirca 1256,94,7×
Discorsi, in inglese14,933,52,2×
Risposte informali, in inglese8,21,30,2×

Correzioni enfatiche (la famiglia «non X, ma Y») ogni 10.000 parole, nei testi di Claude Haiku, Sonnet e Opus. Le basi umane italiane vengono da orazioni di pubblico dominio e da Beccaria. Il campione è piccolo e i valori sono un primo segnale: paper, tabelle 1 e 4.

L'ultima riga dice la cosa più interessante: nelle risposte brevi e informali i modelli la usano un quinto di noi. Il difetto sta nel registro. La figura arriva in abbondanza dove compiace chi legge, e manca dove servirebbe una precisazione.

Il prompt da copiare

Nel paper ho provato una sola riga di istruzione su 72 testi in italiano: la figura scende del 72% nei discorsi, del 70% nei testi argomentativi e del 48% in quelli promozionali. Su Claude Sonnet e Opus arriva a zero.

Quella riga vietava le forme più visibili, e una forma vietata tende a ricomparire sotto un'altra. Per questo la versione che uso io nomina la dose e il genere. Incollala nelle istruzioni del tuo assistente così com'è:

Istruzioni di stile
Quando scrivi un testo per me:
- usa al massimo una correzione enfatica in tutto il testo («non è X, è Y», «non solo X, ma Y», «più che X, Y», «X, anzi Y», «X, o meglio Y»), e solo se la seconda parte aggiunge un fatto che la prima non dava;
- scrivi in modo affermativo: dove ti viene una correzione, scrivi direttamente la seconda parte, con un dato concreto;
- metti in ogni paragrafo almeno un fatto verificabile: un numero, una data, un nome, un esempio;
- regola la dose sul genere: nei discorsi, nei post e nelle pagine di vendita tienila al minimo; nelle risposte informali una precisazione naturale va bene.
Prima di consegnare rileggi e conta le correzioni enfatiche: se sono più di una, riscrivi.

Se ti serve corta, per una chat al volo:

La riga sola
Scrivi in modo affermativo: al massimo una correzione enfatica in tutto il testo («non è X, è Y», «non solo X, ma Y», «più che X, Y»), e solo se aggiunge un fatto.

Sei mosse, dalla più facile

1Mettila nelle istruzioni fisse

Una riga nel prompt vale per quella conversazione. Per non ripeterla ogni volta: in ChatGPT va nelle istruzioni personalizzate, in Claude nelle istruzioni di un progetto o nelle preferenze del profilo, in Gemini dentro un Gem. Da lì vale per tutto quello che scrivi.

2Metti le regole in cima, e nei prompt lunghi ripetile in fondo

I modelli usano meglio le informazioni che stanno all'inizio e alla fine del contesto, e perdono quelle in mezzo: lo hanno misurato Liu e colleghi in Lost in the Middle (2023). È l'effetto di posizione seriale che Hermann Ebbinghaus aveva osservato sulla propria memoria nel 1885: di una lista si ricordano meglio il primo e l'ultimo elemento. Ci accomuna alle macchine. Se incolli un documento lungo e chiedi un testo, le istruzioni di stile scritte a metà valgono poco.

3Fatti dare tre versioni e tieni la più asciutta

Nel paper, generare sei testi e tenere quello con meno correzioni taglia la figura di circa due terzi, da 59,9 a 20,9 ogni 10.000 parole. In chat basta il tasto per rigenerare, oppure chiedere «scrivimi tre versioni». È il metodo più gentile, perché tieni un testo che il modello ha scritto da sé, senza forzarlo.

4Una seconda passata, con giudizio

Chiedere di riscrivere il testo in forma affermativa toglie la figura del tutto: nel paper scende a zero. È troppo, perché sotto il tasso umano il testo si appiattisce. Chiedi di togliere le correzioni che non aggiungono niente e di tenere quelle che portano un fatto.

5Usa una skill

Se lavori con Claude, una skill tiene le regole sempre a portata: Claude la carica quando scrivi, e la revisione la fa con un metodo. Ne trovi due qui sotto.

6Per chi sviluppa: un adattatore LoRA

Un piccolo insieme di pesi che si affianca al modello e toglie la figura quasi del tutto, con un coefficiente che fa da manopola: lo regoli e ti fermi sul tasso umano di ogni genere. La ricetta riproducibile sta nell'appendice A del paper. E il rilevatore sbobba.py di niente-sbobba gira dentro a un controllo automatico, e ferma una pubblicazione sopra la soglia che decidi tu.

Le tre verifiche in rilettura

Si fanno senza strumenti, e funzionano meglio di un divieto. Spuntale sul prossimo testo che scrivi con l'IA:

E per ogni correzione che resta, la domanda di Cicerone: dopo la seconda parte, chi legge sa qualcosa in più? Se la risposta è no, era solo tono, e si toglie.

Non usarla per accusare qualcuno. Il rilevatore del paper, controllato a mano su 206 brani, ha una precisione di 0,82 sui testi generati e di 0,17 su quelli scritti da persone: le persone usano gli stessi segnali per un contrasto qualsiasi. Una correzione al rialzo dice poco su chi ha scritto un testo. Per saperlo servono informazioni che il testo da solo non contiene.

Prima e dopo

Un esempio inventato per questa guida, la descrizione di un prodotto:

Prima

«Non è una semplice stampante 3D. È la porta verso la tua creatività. Non stampi oggetti: dai forma alle idee. Più che uno strumento, un compagno di viaggio.»

3 correzioni enfatiche in 28 parole, nessun fatto.

Dopo

«Stampa in PLA e PETG fino a 25 centimetri per lato. Si monta in quaranta minuti, e il primo pezzo esce un'ora dopo che hai aperto la scatola.»

Nessuna correzione, quattro fatti.

La seconda è più corta e risponde alle domande di chi compra: che cosa stampa, quanto è grande, quanto ci metto.

Le skill da scaricare

Una skill è una cartella con dentro un file di istruzioni, SKILL.md, che Claude carica quando serve. La scrivi una volta e vale per tutte le conversazioni. Qui ce ne sono due: una per scrivere, una per rivedere.

parole-umane · per scrivere

Un file solo · 5 KB · gratuita

Le regole di questa guida in una skill: la dose della correzione enfatica, il genere che decide la dose, i fatti al posto dell'enfasi e le tre verifiche prima di consegnare.

Leggila prima di scaricarla
parole-umane/SKILL.md
---
name: parole-umane
description: Regole di stile per scrivere in italiano con un modello linguistico senza il tono da AI. Tiene la correzione enfatica («non è X, è Y», «non solo X, ma Y», «più che X, Y») alla dose in cui la usano le persone, sceglie la dose in base al genere del testo e mette fatti al posto dell'enfasi. Usala ogni volta che scrivi un testo da pubblicare o da mandare a qualcuno, come post, newsletter, pagine web, mail, discorsi e descrizioni di prodotti e servizi.
---

# Parole umane

Scrivi come una persona che conosce l'argomento e vuole farsi capire.
Queste regole vengono dal paper *Artificial Epanorthosis* di Federico
Boggia (arXiv:2607.21498) e dalla guida https://federicoboggia.it/scrivere/

## 1. La correzione enfatica, a dose umana

La correzione enfatica nega una cosa per affermarne una più grande:
«Non è un corso, è un percorso», «Non vendo prodotti, creo esperienze».
I modelli la usano da due a cinque volte più delle persone nei discorsi
e nei testi argomentativi.

- Usane al massimo una in tutto il testo, e solo se la seconda parte
  aggiunge un fatto che la prima non dava.
- La regola vale per tutte le forme della figura: «non X, ma Y»,
  «non è X. È Y», «non solo X, ma anche Y», «più che X, Y», «X, anzi Y»,
  «X, o meglio Y», «definirlo X è riduttivo», «quello che sembra X in
  realtà è Y». Cambiare forma lascia la figura al suo posto.
- Dove ti viene una correzione, scrivi direttamente la seconda parte e
  mettici un dato: «Il corso dura sei settimane e finisci con un progetto
  tuo».

## 2. Il genere decide la dose

- Discorsi, post, pagine di vendita, presentazioni: è qui che i modelli
  esagerano. Parti da zero e aggiungi una correzione solo se porta un
  fatto.
- Risposte informali, chat, mail fra colleghi: qui le persone si
  correggono spesso («ci vediamo domani, anzi giovedì») e i modelli quasi
  mai. Una precisazione vera lasciala: un testo senza esitazioni suona
  rigido.
- Articoli e saggi: la correzione serve quando ammetti che una prima
  formulazione era imprecisa e la sistemi davanti a chi legge. È il suo
  uso buono.

## 3. Fatti al posto dell'enfasi

- In ogni paragrafo metti almeno un appiglio: un numero, una data, un
  nome, un esempio concreto. Un paragrafo che si potrebbe incollare
  identico sul sito di un altro va riscritto.
- Al posto di un aggettivo forte («rivoluzionario», «straordinario»,
  «fondamentale») scrivi il fatto che lo giustificherebbe.
- Usa il verbo diretto: «riduce i tempi» al posto di «permette di
  ridurre i tempi», «è» al posto di «rappresenta».

## 4. Prima di consegnare

Rileggi e fai tre verifiche:

1. Densità: conta le correzioni enfatiche. Se sono più di una in tutto
   il testo, riscrivi.
2. Registro: chiediti se il genere le regge. Un discorso sì, una scheda
   tecnica o una mail di lavoro no.
3. Forme: se la stessa costruzione torna identica a pochi capoversi di
   distanza, cambiala o toglila.

Per ogni correzione che resta, la prova di Cicerone: dopo la seconda
parte, chi legge sa qualcosa in più? Se la risposta è no, toglila.

Tieni la figura alla dose umana e fermati lì. Sotto quella dose il testo
si appiattisce e suona finto lo stesso.

## 5. Se ti chiedono di rivedere un testo

Fai la modifica più piccola che risolve e tieni la voce di chi l'ha
scritto: le sue parole, i suoi esempi, la prima persona se c'è. Alla
fine scrivi in due o tre righe cosa hai cambiato. Per una revisione
completa, col rilevatore, c'è la skill niente-sbobba:
https://github.com/TheRealF/niente-sbobba

niente-sbobba · per rivedere

Open source, licenza MIT · 100 KB · versione 3111329

La revisione completa: trova e toglie da un testo italiano le formule che lo fanno suonare generato, misura l'epanortosi contro il tasso umano del genere e tiene la voce di chi ha scritto. Dentro c'è il rilevatore in Python, senza dipendenze.

Su GitHub ↗
In Claude Code, e negli agenti che leggono le skill
npx skills add TheRealF/niente-sbobba --skill niente-sbobba --global --yes
Come si installano

Nell'app di Claude (sul web, sul computer): Impostazioni → Capacità → Skill → «Carica skill», e scegli lo zip così com'è, senza aprirlo. Serve l'esecuzione del codice attiva. Da lì Claude usa la skill da solo quando il compito le somiglia, e puoi anche chiamarla per nome. Le voci dei menu cambiano spesso: se non le trovi, cerca «skill» nelle impostazioni.

In Claude Code: apri lo zip nella cartella delle skill.

Terminale
unzip ~/Downloads/parole-umane.zip -d ~/.claude/skills/

In ChatGPT o Gemini: le skill sono testo. Carica SKILL.md fra i file di un progetto (ChatGPT) o di un Gem (Gemini), oppure incolla il prompt nelle istruzioni.

Il rischio, e una speranza

Il paper si chiude con la frase che per me vale più delle tabelle: il rischio vero va nell'altra direzione, ed è che cominciamo a scrivere come loro. Secondo me è già il caso più frequente: un testo pieno di correzioni al rialzo, oggi, l'ha scritto più spesso una persona che ha imparato a scrivere come un modello.

Nel 1874 Claude Monet espone Impression, soleil levant, e il critico Louis Leroy usa quel titolo per prendere in giro tutto il gruppo: li chiama «impressionisti», e il nome resta. La fotografia aveva messo alla portata di chiunque la riproduzione esatta del reale, e la pittura è andata dove la macchina non arrivava: la luce di un momento, lo sguardo di chi dipinge.

Con la scrittura può succedere lo stesso. Quando un testo corretto e scorrevole è alla portata di tutti, il valore si sposta su quello che la macchina non ha: un'esperienza, un giudizio, una posizione da difendere. Può arrivare un nuovo Rinascimento, e abbiamo un solo obiettivo: liberare la nostra intelligenza umana.

Sono solo parole. Usiamo parole umane.Federico Boggia, Maker Faire Rome 2026

Dopo il talk

Martedì 27 ottobre, alle 20:30, webinar gratuito online. «Agenti AI e lavoro: come delegare all'AI il lavoro ripetitivo». Ti mostro come trasformare una chat AI in un agente AI che opera al posto tuo. Un'ora, domande comprese.

Il collegamento ti arriva per email. Nome ed email mi servono per mandartelo, e l'elenco lo cancello un mese dopo: come tratto i dati.

Seguimi su Instagram

Prova il prompt su un tuo testo e mandami il prima e il dopo in direct.

Seguimi su Instagram @federicoboggia

Federico Boggia

Federico Boggia · docente e formatore di intelligenza artificiale, founder di Binatomy e creatore di Bink. Laurea in Informatica Umanistica a Pisa, specializzazione in Tecnologie del Linguaggio.

federico@binatomy.com · WhatsApp 351 979 0746 · LinkedIn · Instagram · YouTube

Binatomy S.r.l. · formazione e soluzioni digitali con l'AI · binatomy.com · Bink